Se un partner non accetta la fine della relazione sentimentale e mette in atto condotte moleste, quali sono i rimedi?

Quando un soggetto pone in essere condotte moleste o addirittura persecutorie, tanto da ingenerare nel soggetto che le subisce un perdurante stato d’ansia, o di timore per la propria incolumità, si configura il reato di stalking.

Il reato è procedibile a querela della persona offesa, salvo che sia commesso nei confronti di soggetti minori o disabili, e il termine per la proposizione della querela è di 6 mesi dall’ultimo episodio.

Prima di procedere con la querela, tuttavia, la persona offesa può esporre i fatti all'autorità di polizia, con richiesta al questore di “ammonire” l’autore della condotta. Il questore, dopo aver assunto le necessarie informazioni e sentito le parti, nel caso in cui ritenga fondata la richiesta, può emettere il provvedimento di ammonimento con invito al destinatario di astenersi da condotte moleste.

Nel caso in cui il soggetto ammonito non si attiene alle prescrizioni del questore si procede d’ufficio.

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